La storia del nucleare nelle decadi
dal 1970 al 1979
Questo decennio rappresenta un periodo di rallentamento, iniziato già dalla fine degli anni sessanta dopo il caso "Ippolito", e di grande ripresa dei programmi nucleari italiani, oltre che, di importanti svolte sulla politica energetica italiana. Dal punto di vista delle realizzazioni tecnico-impiantistiche, fu caratterizzato dalle importanti costruzioni della centrale nucleare di Caorso, degli impianti Itrec di Trisaia (a Rotondella) e di EUREX a Saluggia.
Per quanto riguarda, gli aspetti di gestione e di sviluppo della ricerca, dopo il Decreto del 1967 che dava l'autonomia istituzionale, nel 1971 l'INFN, a seguito della riorganizzazione del CNEN e grazie all’attuazione di una serie di necessarie riforme amministrative e di accordi con i suoi referenti istituzionali, il CNR e le università italiane, acquisirà la personalità giuridica e la struttura che ancora oggi lo contraddistinguono organizzandosi in Sezioni e Gruppi Collegati.Dal punto di vista delle innovazioni scientifiche, si ebbero la realizzazione della grande macchina, Tokamak, per la fusione termonucleare al CNEN di Frascati, la sperimentazione neutronica del frumento che portò alla generazione del grano "Creso" (una varietà di frumento ottenuta presso i laboratori del CNEN del centro ricerche Casaccia nei primi anni '70 con brevetto, depositato nel 1975) il compimento della centrale nucleare a neutroni veloci europea "Superphoenix", la costruzione del CIRENE dopo i primi contratti con Euratom per la costruzione di un prototipo iniziati nei primi anni '60. A livello sociopolitico e governativo, si sottolinea l’ambizioso Piano Nucleare Italiano “piano Donat Cattin” che mirava alla costruzione di 20 centrali nucleari. Alla fine del decennio, dopo la seconda crisi energetica e Three Mile Island, si decise di sviluppare a livello nazionale anche le energie alternative (soprattutto solare) ed il risparmio energetico pensando ad affidarne il compito al CNEN.
La ricerca e la crescita sul nucleare in Italia non è più sostenuta come negli anni precedenti.
Inizio attività impianto EUREX di Saluggia (Vercelli) 1970
Termina costruzione impianto ITREC - Trisaia (Matera) 1970
Con l’accordo siglato tra CNEN e USAEC (United States Atomic Energy Commission) prende il via il programma “Ciclo Uranio-Torio” (P.C.U.T.), che vede in Trisaia il primo impianto di riprocessamento del combustibile. Così un notiziario del CNEN annuncia nel 1968 la realizzazione del Centro Ricerche Nucleari della Trisaia.
ENEL inizia la costruzione della centrale nucleare di Caorso 1970
Il CNEN avvia il progetto e la realizzazione del Tokamak (Fusione termonucleare) 1971
L’INFN viene separato definitivamente dal CNEN 1971
La guerra del Kippur 1973
Entra in funzione l’impianto Fabbricazioni Nucleari 1973
Il CNEN ottiene per irraggiamento nuova varietà frumento (Creso) 1974
Un gruppo di ricercatori del CNEN, insieme al professor Scarascia, decide di irraggiare le sementi della varietà di frumento usata per produrre il grano duro (frumento Cappelli) con neutroni in modo da ottenere una mutazione che avesse caratteristiche più favorevoli. L'esperimento ebbe successo, furono ottenute sementi adatte allo scopo e successivamente ibridizzate con varietà messicane fino ad ottenere una nuova varietà denominata “Creso” dalle caratteristiche eccezionali. Il Creso si imporrà sul mercato ed è ora usato per circa il 90% della produzione nazionale di grano duro.
Il Primo PEN - "Piano Donat Cattin" 1975
Nel 1975, l’allora ministro dell’industria Donat Cattin propone un piano per la realizzazione chiavi in mano di 20 centrali nucleari da 1000 MW al ritmo di due ogni anno. Il primo PEN fu presentato al CIPE dal ministro dell'Industria Donat Cattin (DC) del governo Moro IV il 29 luglio 1975, approvato con delibera CIPE del 23 dicembre 1977 («Piano Donat Cattin»).