La storia del nucleare nelle decadi
dal 1980 al 1987
Gli anni '80 rappresentano, nonostante l'ultima centrale nucleare entrò in esercizio commerciale proprio nel 1981, gli anni dell'arresto della produzione elettronucleare in Italia, a seguito del referendum del 1987.
Entra in funzione la centrale di Caorso (ultima in Italia) 1981
La centrale di Caorso (Piacenza), di seconda generazione, è l’ultima a entrare in funzione.
La centrale nucleare di Caorso, la più grande d’Italia, con una potenza di 860 MW, è stata progettata e realizzata nei primi anni settanta dal raggruppamento Enel – Ansaldo Meccanica Nucleare – GETSCO. La centrale, di tipo BWR (Boiling Water Reactor), appartiene alla seconda generazione di impianti nucleari.
PUN - Progetto Unificato Nucleare 1981
Il Piano Energetico Nazionale, approvato dal CIPE e dal Parlamento nel Dicembre 1981, oltre ad indicare il programma di realizzazione delle nuove Centrali Nucleari per gli anni '90, introduce il concetto di impianto standard o unificato (PUN - Progetto Unificato Nucleare).
Uno degli obiettivi definiti dal Piano è infatti quello di sviluppare un Progetto Unificato Nucleare, basato sul sistema PWR, identico per tutto il pacchetto delle prossime 7 o 8 unità, salvo quegli adattamenti che potranno essere richiesti in relazione ai singoli siti. La prima centrale del Programma Nucleare Unificato dell’ENEL sarebbe dovuta sorgere al posto della vecchia centrale di Trino e si avviano anche i primi lavori preparativi per il cantiere.
II Pen, pur nel rispetto della vigente regolamentazione delle attività nucleari in Italia, introduce alcune innovazioni operative nei rapporti tra l'Enel, l'industria tornitrice e l'autorità di controllo (Disp).
Per le procedure di localizzazione degli impianti del Pen, l'aspetto nuovo, rispetto agli iter autorizzativi seguiti per i passati impianti nucleari, è costituito dal mandato previsto nel Pen stesso e impartito dal Cipe alla Disp di seguire fin dall'inizio i processi di qualificazione dei siti condotti dall'Enel per evitare che la necessità di ulteriori accertamenti emerga solo al termine di tali processi.
Relativamente al Progetto unificato nucleare (Pun), il mandato del Pen alla Disp richiede la finalizzazione del Progetto a fronte di un corpo di criteri di sicurezza e protezione sanitaria aggiornato e stabile per applicazioni multiple.
Il CNEN diventa ENEA 1982
Con la legge 5 marzo 1982, n. 84 il CNEN si trasforma in ENEA (Ente nazionale per la ricerca e lo sviluppo dell’Energia Nucleare e delle Energie Alternative) e si occupa, da quel momento, non più quasi esclusivamente di energia nucleare ma anche di fonti rinnovabili, uso razionale dell’energia e impatto ambientale. Il Presidente è sempre il Prof. Umberto Colombo. In realtà già dal settembre del 1981 era stato costituito il Dipartimento Fonti Alternative Rinnovabili e Risparmio Energetico (FARE), guidato dal prof. Ugo Farinelli e vengono costituite al suo interno una divisione per le attività di ricerca sul fotovoltaico ed una per gli impianti eolici, fotovoltaici (Delphos) e di accumulo elettrico.
Fine della produzione di energia nucleare in Italia 1987
Un referendum mette fine alla produzione di energia nucleare nel nostro paese.
In sostanza i quesiti chiedevano:
1. volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidano nei tempi stabiliti?
2. volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?
3. volete che venga abrogata la norma che consente all' ENEL di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero?